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Kyoto è tra le città più importanti del Giappone, è stata capitale del paese per più di un millennio. A differenza di Tokyo, Kyoto si caratterizza per essere una città molto tradizionale. Qui che si concentra quello stile tipico giapponese che ci si immagina quando si arriva in questo paese. Le case in legno tradizionali, le geishe, i templi, i giardini. Kyoto è anche definita la “città dei mille templi”, sono davvero ad ogni angolo e questo rende la città unica. A differenza di Tokyo che si può girare senza una meta precisa tra i quartieri, Kyoto ha attrazioni poste in punti precisi e distanti fra loro, quindi è bene organizzarsi prima di andarci.
Io ci sono stata per cinque giorni durante il mio viaggio di due settimane in Giappone, per saperne di più clicca qui.
La mia permanenza è durata sei giorni, che ho deciso di dividere tra 3 giorni per visitare la città e altri 3 per fare delle gite fuori porta nelle città di Nara, Osaka e Miyajima. Kyoto è davvero grande e ci sarebbe tantissimo da vedere, ma se si hanno solo tre giorni di seguito vi lascio il mio itinerario.

Fai da te: informazioni utili

Posizione: Isola Honshū, regione del Kansai
Lingua ufficiale: giapponese, ma ci sono indicazioni e cartine in inglese
Moneta: yen (1 euro=122 yen)
Documenti validi: passaporto
Aeroporti: Aeoporto internazionale del Kansai, si arriva a Kyoto in circa 1 ora e 30
Stazioni: Kyoto 
Mezzi: l’autobus è il mezzo più comodo per muoversi, raggiunge tutte le principali attrazioni, costo biglietto 230 yen e qui trovate la mappa degli autobus; le metro invece sono due linee, qui trovate la mappa delle metro e delle linee dei treni
Periodo ideale: tutto l’anno
Tempo per visitarla:
dai tre giorni in su

Come arrivarci

Noi abbiamo utilizzato il Japan Rail Pass per spostarci per il Giappone. Si tratta di un pass dei treni da utilizzare per un certo periodo (per saperne di più clicca qui). Siamo partite da Tokyo che è collegata a Kyoto tramite i treni veloci shinkansen, che collegano le due città in due ore e quaranta minuti.
Kyoto non è dotata di un’aeroporto, ma si può arrivare all‘aeroporto internazionale del Kansai, da cui dista circa 100 km ed è collegato tramite treno o autobus. I treni JR passano dalle 6 del mattino alle 22, portando in un’ora e 15 minuti alla stazione di Kyoto.
Si può arrivare a Kyoto anche da Osaka comodamente in treno, tramite le linee JR regionali che impiegano circa 30 minuti.

Dove mangiare a Kyoto

Musoshin, Gion ,558-2 Komatsucho, Higashiyama-ku, Kyoto 605-0811 Kyoto Prefecture: ottimo ramen a prezzo conveniente, si trova nel cuore di Gion, come tutti i ristoranti di questo tipo si può aspettare un po’ ma ne vale la pena

Kyoto Takabashi Honke Daiichi Asahi ,845 Higashishiokoji Mukaihatacho, Shimogyo-ku, Kyoto 600-8213 Kyoto Prefecture: un altro ristorante di ramen molto famoso che si trova nei pressi della stazione, qui la fila di almeno mezz’ora è d’obbligo ma il ramen è così gustoso che per noi ne è valsa la pena, una menzione particolari ai gyoza che sono la fine del mndo!

Sushi no Musashi ,Higashishiokojitakakuracho, Shimogyoku Kyoto Omotenashi Komichi, Kyoto Station 8joEntrance, Kyoto 600-8214 Kyoto Prefecture: un ristorante di kaiten sushi che si trova all’interno della stazione di Kyoto, ottimo rapporto qualità prezzo, sushi ottimo per un prezzo abbastanza economico, circa 130 yen a piatto

Dainoji 42-9 Kinugasa Babacho Kita-Ku, Kita, Kyoto Kyoto Prefecture: un piccolo ristorante di okonomiyaki all’esterno del Kinkaku-ji, che dire gli okomiyaki più buoni che abbiamo mangiato durante il nostro viaggio in Giappone!

Kyoto in tre giorni

Giorno uno: Fushimi Inari e Gion

Solitamente all’arrivo non si ha mai una giornata piena, così ho deciso di usare il primo giorno per due tappe fondamentali. Prima di tutto il Fushimi Inari, tempio shintoista dedicato a Inari. Divinità della fertilità, dell’agricoltura, del riso e in particolare delle volpi, le cui statue si trovano agli ingresso del tempio.
Questa zona è molto carina perché caratteristica. La parte principale dell’attrazione è il tunnel realizzato da migliaia di Toori rossi che porta dal tempio dalla foresta. Una delle attrazioni più suggestive dell’intero Giappone per me. Sognavo di visitare questo posto da sempre ed è stato bellissimo percorrere questa camminata.
Dedichiamo davvero tanto tempo a questa meraviglia. Con calma torniamo in città per girare in serata il quartiere di Gion. Il quartiere più tradizionale della città, famoso per le geishe, le case da tè, i locali tipici, è insomma un po’ il cuore della città.

 

Giorno due: Sannenzaka, Kiyomizu, Ginkakuji

Cominciamo la giornata nel pieno di Sannen-zaka e Ninen-zaka. Sono le due strade di Kyoto meglio conservate di tutta la città. Percorrerle è come fare un tuffo nel passato, con le architetture tradizionali in legno, stradine piccole, le donne vestite con i kimono, i negozi pieno di souvenir tipici. Purtroppo sono molto affollate ma questo non toglie la bellezza e il fascino del posto. Percorrendo Sannen-zaka si arriva al Kiyomizudera, complesso buddista principale della città e patrimonio dell’UNESCO. Tra le mete imperdibili della città, immerso negli alberi è un tutt’uno con la natura. Noi siamo state sfortunate perché il tempio principale era in ristrutturazione, ma è valso la pena girare anche il resto.

Pausa pranzo e poi prendiamo un bus per spostarci nella zona del Ginkakuji, definito il tempio d’argento perché in origine sarebbe dovuto essere rivestito in argento (cosa non successa). Si tratta di un bellissimo tempio zen immerso nella natura. Per me tappa imperdibile, tra i templi zen che ho preferito di tutto il Giappone.

Uscendo dal complesso ci ritroviamo al Tetsugaku no michi, il percorso del filosofo, una strada che segue un canale costeggiato dagli alberi che nel periodo della fioritura regalano uno scenario mozzafiato. In questa sorta di tunnel in fiore. Senza ombra di dubbio è entrato nel mio cuore tra i posti più belli mai visto in Giappone e non solo.
Alla fine del percorso ci sono altri due templi molto famosi: Eikan-do e Nanzen-ji.
Per mancanza di tempo noi abbiamo visto il primo, molto bello per i suoi giardini tipici, adatto però per una visita autunnale per i colori della stagione.

Giorno tre: Sanjusangendo Hall, Kinkaku-ji e Arashiyama

Il terzo giorno comincia visitando uno dei templi più incredibili che abbia mai visto: il Sanjusangendo. L’esterno è un giardino molto carino decorato da qualche laghetto. La parte principale però è la sala in cui però non possono farsi foto, l’unico modo per vederlo è direttamente dal vivo. Il tempio è dedicato alla dea dalle mille braccia Kannon, la cui statua principale è posta al centro di questa sala rettangolare. Mentre ai lati ci sono altre 1000 statue più piccole della stessa divinità. Una visita assolutamente unica, da togliere il fiato!
Da qui poi ci spostiamo fuori dal centro per arrivare al Kinkaku-ji, un’ altra tappa veramente imperdibile e spettacolare, tappa tra le principali di tutto il paese.
Immerso nella natura come la maggior parte dei templi principali a Tokyo, la struttura si trova al centro di un lago. La particolarità è che è ricoperto d’oro, materiale usato come rappresentazione della purificazione. La bellezza sta nel fatto che si riflette nel lago circostante, io l’ho visto poi durante la pioggia quando il lago sembrava essere attraversato da tante piccole stelle.

Poco distanti ci sono altri due templi famosi, il Ryianji e Ninnaji-temple, che noi abbiamo deciso di saltare per non fare tutto troppo di fretta.
Ci dirigiamo invece ad Arashiyama, un quartiere molto tranquillo e caratteristico da girare per alcuni templi carini ma soprattutto per la foresta di bambù. Un percorso irrinunciabile se si passa per Kyoto, per immergersi nella natura e vivendo il fascino di queste piante.

kyoto in tre giorni

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kyoto in tre giorni


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